Lati negativi e positivi del C.F.S

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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda cavallo su una nuvola » gio feb 14, 2008 11:33 am

lati positivi
villa vittoria, !!!!!!!!!!!!
cordiali saluti
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda pisagius » sab feb 16, 2008 2:34 am

mi sento molto curioso di sapene di più su quelli negativi...
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda cavallo su una nuvola » mar feb 26, 2008 11:49 am

malizioso Dot..Pisagius..ah ah ah ah al è w il c.f.s non l'utente c.f.s bhubhubhu
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda pisagius » mar feb 26, 2008 3:38 pm

caro cavallo mi dispiace, ma non ho capito il senso del tuo dire...

sai bene che sono un tardone!
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda cavallo su una nuvola » mer mar 05, 2008 7:07 pm

il senso del mio dire....
lati negativi
sicurezza sul lavoro...
nessuna iniziativa a vantaggio del bel paese...
contratti ambigui...
ruoli confusi...
il venerabile budda e i suoi amici mangioni...
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda cavallo su una nuvola » mar apr 15, 2008 11:25 pm

...............bhooooooooooooooooooooooooooo
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda pisagius » ven ott 10, 2008 3:00 am

A volte ritornano… proprio come me nei molti discorsi di questo forum lasciati sparsi in giro in questo grande “campo agricolo virtuale” (a volte purtroppo incapaci di stimolare la partecipazione, ma questo è un altro discorso).
Torno da queste parti proprio per giustificare, finalmente, la mia precedente intrusione. Invito tutti i curiosi a rivedere i post precedenti finché, giunto al mio intervento, non si accorga che appaia fuori luogo, per la precisione “quasi” fuori luogo. Sottolineo il “quasi” per il semplice fatto che, credo, ogni realtà si possa “giudicare” solo se la conoscenza di questa sia in continua crescita. In altre parole, un giudizio (sia esso positivo o negativo) può essere considerato “più vero” se e solo se non si soffermi su una conoscenza superficiale e chi lo proferisce dimostri sempre di voler conoscere sempre più progressivamente e approfonditamente l’oggetto del giudizio, anche mettendo in discussione le proprie convinzioni.

Sostanzialmente in quel trambusto non dialogico e auto-referenziato ( talora evitante) avevo sentito l’ispirazione di stimolare, attraverso la semplice domanda sulla data di fondazione, una migliore conoscenza del CFS e di Mongiana.
Domanda che credo comunque induca a qualche riflessione più approfondita.
Beh, sicuramente la risposta era arrivata… ma non ha fatto sorgere alcun dialogo, anche se, da un certo punto di vista avrebbe dovuto interessarci, sempre a mio avviso, un po’ di più.

Finalmente sono qua per dare la mia.
Mi supporta nella mia sisifica(?) impresa l’intervento del Gen. Vincenzo Caracciolo nel corso del convegno sulla Fabbrica d’Armi, tenuto a Mongiana a dicembre del 1994, titolato: “Gestione del bosco e conservazione dell’ambiente nella legislazione del Regno delle due Sicilie con particolare riferimento al bosco di Stilo- Funzionamento degli stabilimenti metallurgici di Mongiana e Ferdinandea” (pubblicato su “Mongiana 1995, Atti del Convegno sulla Fabbrica d’Armi”, a cura dell’Associazione Culturale Ritorno Emigrati).

Nel mese di dicembre di quest’anno si celebrerà il 175esimo anno dalla fondazione del Corpo Forestale dello Stato, visto che la data ufficiale risale al 1833.

In realtà la “scelta” di quest’anno, se vogliamo, è frutto di una “formalità”, in quanto a tale data risale la legge del regno di Piemonte e Sardegna, adattata all’Italia post-unitaria, come tutte le altre leggi, sulla scia dello Statuto Albertino cioè la prima forma di Costituzione Italiana.
Il che vuol dire che il nuovo stato unitario, siccome nascente dal Parlamento nel regno dei Savoia, ha esteso tutta la legislazione previa ai nuovi territori peninsulari che progressivamente sono stati annessi e solo in seguito si è adattata al nuovo stato.

Ora, quella legge godeva di un grosso difetto, se vogliamo dovuto ad un eccessivo spirito liberale, infatti era nata per un ambiente boschivo decisamente diverso rispetto a tutto il nuovo territorio, benchè “…aveva creato qualche vantaggio alle popolazioni della Sardegna che registrava un contesto forestale del tutto particolare”(Mongiana 1995… pag. 34).
Tale difetto consisteva nella finalità, dato che prevedeva l’alienazione dei boschi, cioè la vendita.

Visti i grossi disagi che gli effetti stavano producendo su tutto il territorio nazionale, la legge fu abrogata dal parlamento e sostituita dalla legge Serpieri del 1923 (altra data importante), ancora in vigore.

La cosa decisamente curiosa è il fatto che il Serpieri (cfr. ibidem) ha ripreso alcuni vecchi principi che Gioacchino Murat aveva intensamente desiderato per il regno delle due Sicilie, principi per la salvaguardia del bosco, che vennero realizzati in una legge emanata il 16 gennaio 1811, la quale “istituiva l’Amministrazione delle Acque e delle Foreste e la contemporanea creazione del Corpo delle Guardie Forestali”. (Ibidem)


Nel 1826 venne varata la legge n. 967, (non era applicata solo sul Tavoliere delle Puglie e nelle Regie Sile Calabresi) finalizzata alla salvaguardia del patrimonio boschivo attraverso il divieto di disboscamenti, dissesto idrogeologico e conservazione ed evoluzione naturale dei boschi esistenti.
(cfr ibidem)

A questo punto non mi resta che accordarmi alle parole del Gen. Caracciolo:
Con due leggi eccellenti di ben più vecchia data e tenore, 1811 e 1826, è difficile doversi ufficialmente riconoscere come nati in una legge più recente e di diversa cultura”. (Ibidem, pag. 35)


Approfondendo gli studi storici inerenti tali tendenze legislative nell’Italia pre-unitaria volte alla tutela del patrimonio boschivo ci si accorge, comunque, dell’esistenza di una più antica legge, la quale risale al 1773, conosciuta come legge “pro Mongiana”.
Sappiamo bene che lo Stabilimento Siderurgico della Calabria Ultra Seconda, o Stabilimento di Mongiana ha avuto origine dall’abbandono del sistema artigianale per la lavorazione dei metalli, il quale avveniva attraverso l’uso dei cosiddetti “forni migratori”, che venivano spostati nei boschi tra Stilo, Ferdinandea, Serra S. Bruno..., a causa della necessità di combustibile sempre più prossimo.
Poco dopo aver ottenuto il permesso per la costruzione delle officine che segneranno il passaggio alla produzione industriale (1771) si optò per la tutela del patrimonio boschivo con questa legge, la quale prevedeva operazioni di polizia contro i trasgressori, pertanto guardie che assiduamente dovevano vigilare e punire acerbamente i trasgressori affinchè non fossero distrutti i boschi, ma non mancarono continue ricerche e studi “di carattere botanico e selvicolturale per ottenere la perpetuazione dei boschi al fine di consentire il funzionamento a lungo termine della ferriera”.

Fu a partire da questi bisogni dello stabilimento che, oltre la legge del 1811, nel 1813 fu varata una legge “specifica per il ripristino e l’utilizzazione controllata delle nuove foreste” che progressivamente hanno aumentato la riserva di combustibile. Questa “legge introduce, per la prima volta, ed è tuttora in vigore la pianificazione dei tagli”, gli attuali “piani di gestione”, che “consentono di prelevare dal bosco quantità di materiale compatibile con la loro evoluzione senza provocare danni”. (ibidem pag. 33)

Tenendo conto di questi documenti storici, Mongiana godrebbe di un altro primato… riconoscerlo sarebbe una vera spinta propulsiva per la valorizzazione di tutto il potenziale del quale gode.


PS
Benchè fuori luogo, mi permetto di riportare la conclusione dell’intervento, visto che riguarda un giudizio sul Convegno stesso:
Speriamo che i lavori di questo convegno così caparbiamente voluto dal presidente dell’ACRE, don Peppino Scopacasa, portino ad una rinascita dell’interesse culturale attorno a quello che rimane della vecchia fabbrica d’armi, per non perdere le nostre radici e poterne dare testimonianza ed insegnamento alle attuali e future generazioni”. (ibidem, pag. 36).
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda cavallo su una nuvola » ven giu 05, 2009 8:10 pm

Lati positivi:
Novità a V.vittoria,
......... calabria ora del 5/6/09 pag34...........
iniziativa DEL C.F.S. (sezione centro esperienze di villa vittoria) a favore della tutela ambientale ..
cordiali saluti
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Re: Lati negativi e positivi del C.F.S

Messaggioda pisagius » ven nov 06, 2009 4:37 am

Credo sia necessario ed educativo diffondere meglio i riconoscimenti per l'impegno e la vocazione ottenuti dal CFS, soprattutto nei luoghi dove opera.
E, vista tale macanza, sopperisco nel mio piccolo!
Il premio MAE AWARD 2009 è stato assegnato al Corpo forestale pochi giorni fa alla fiera Ecomondo:

http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1656
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